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Depurare acqua dai metalli con i fullereni, possibile secondo studio

Va ricordato che anche se la Shungite in Europa è ancora poco conosciuta, in Russia e Carelia ormai da secoli se ne riconoscono le proprietà e i segreti.

Il fatto che i fullereni (una nuova forma di carbonio scoperta in laboratorio) siano stati scoperti e classificati nel corso di esperimenti effettuati nei laboratori spaziali non può essere occasione di una appropriazione della scoperta dei poteri della Shungite di parte dell’Occidente. Gli abitanti della Carelia utilizzano i fullereni da secoli senza sapere che si tratta di fullereni.

La natura di base della Shungite è il Carbonio in formazione carbonio-60 (C60) o 70, una forma detta allotropica per la quale gli atomi si legano configurando una sorta di pallone da calcio da 60 o 70 atomi.

I fullereni sono composti molecolari del carbonio strutturalmente simili alla grafite. Possono assumere varie forme a seconda dei legami al loro interno. Quelli con forma a sfera o ad ellissoide vengono chiamati anche “buckyball”.

Studi recenti di un’équipe di ricercatori della Rice University di Houston, hanno individuato la loro capacità, se associati ad ammine, di assorbire CO2 anche in forma liquida. Ora lo stesso istituto ha prodotto degli esperimenti con un particolare tipo di fullereni, i C60, che hanno dimostrato la capacità di legare alcuni tipi di metalli all’interno dei fluidi.

Andrew Barron, chimico di laboratorio della Rice University e Jessica Heimann, studentessa universitaria hanno condotto il progetto, sostenuto dalla Fondazione A. Welch Robert e dal Welch Government Sêr Cymru Programme. Hanno realizzato esperimenti con molecole di carbonio-60 che sono stati idrossilati e aggregati in stringhe di perle, osservando come i metalli si legano e si separano ad esse.

Quello che si è potuto notare è che la carica e il raggio ionico influenzano il tipo di legame. In ordine di efficacia il legame è risultato più forte con zinco, cobalto, manganese, nichel, lantanio, neodimio, cadmio, rame, argento, calcio, ferro e alluminio.

Sono stati trattati metalli con carica +2 o +3 e superiore. Le due categorie si sono comportate diversamente: per quelli con carica +2 legavano meglio le molecole con diametro più piccolo rispetto a quelle più grandi, mentre per quelli con carica +3 o superiore avveniva il contrario. Barron ha infatti commentato:

"Questo è davvero strano. Il fatto che ci siano tendenze diametralmente opposte per metalli con una carica +2 e metalli con carica uguale o superiore a +3 rende questo processo interessante. Il risultato è che dovremmo essere in grado di separare preferenzialmente i metalli che vogliamo."

Oltre a ottenere metalli che possono essere riutilizzati queste reazioni potrebbero permettere la rimozione di alcuni metalli dalle acque inquinate, come per esempio i reflui acidi delle attività minerarie, prodotti di scarto dell’industria del carbone e i fluidi utilizzati per la fratturazione idraulica nel prelievo di gas e petrolio da fracking. I metalli che sono stati testati sono stati scelti in base alla loro presenza come inquinanti nelle acque: alluminio, zinco e nichel sono infatti presenti, assieme al ferro, nelle acque acide di drenaggio nelle miniere, il rame, negli scarichi delle stesse, il cadmio può essere presente nei fertilizzanti e nei fanghi di depurazione mentre nichel, lantanio e neodimio sono utilizzati in batterie e motori di veicoli ibridi.

La formazione dei legami impiega per alcuni metalli meno di un minuto, dopodiché i composti possono essere filtrati. Quello che bisognerebbe fare sarebbe permettere di creare un tipo di selezione in modo da togliere i metalli che ci interessa eliminare e nelle quantità prestabilite. La ricerca suggerisce che si potrebbero utilizzare delle soluzioni specifiche.

Insomma questo lavoro confermerebbe la versatilità di questi composti, i buckyball, scoperti sempre alla Rice University nel 1985 dai premi Nobel Rick Smalley, Robert Curl and Harold Kroto, proiettando verso nuovi utilizzi e nuove ricerche, anche con altri tipi di fullereni e di metalli, verso una sempre maggiore efficienza delle competenze dimostrate.

 

FONTI:

http://www.greenstyle.it/depurare-acqua-dai-metalli-con-i-fullereni-possibile-secondo-studio-136405.html

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/le-proprieta-terapeutiche-della-shungite.php

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Shungite – La pietra che rinforza e protegge dalle radiazioni elettromagnetiche

È un minerale organico che si trova in un unico luogo al mondo : nel nord-ovest della Russia , in Carelia, nella regione del lago Onega, chiamata Shunga, vicino al Mar Bianco. Formatasi più di due miliardi di anni fa in un’unica zona del nostro pianeta, la sua origine, in relazione alla datazione della comparsa della vita sulla terra, pone quesiti ancora attualmente irrisolti dagli scienziati. Fra tutti la questione cruciale è come sia potuto avvenire che i fullereni, le molecole sferiche di carbonio solo da poco scoperte nello spazio interstellare, siano presenti in questo minerale.

Aspetti scientifici

Ha una forma particolare di carbonio, una pietra sedimentaria. E’ quindi di natura organica. Ma a differenza del carbone, che proviene dalla mineralizzazione delle piante, la shungite ha come origine dei depositi di plancton estremamente antichi risalenti al precambriano (-elite-vispiù di 2 miliardi di anni). La shungite è anche unica per la particolare composizione molecolare fatta di fullereni.

Il fullerene (C60,C70) e un tipo particolare di molecola del carbonio scoperta in laboratorio nel 1985 da Harold Kroto, Robert Curl e Richard Smalley, che per questo vinsero il premio nobel per la chimica nel 1986. Delle ricerche condotte negli Stati Uniti hanno provato che la shungite è principalmente composta da fullereni nello stato naturale C60 e C70 e che questa struttura a pallone di calcio, possiede delle proprietà particolari.

 

Proprietà

Viene usata come scudo contro le radiazioni elettromagnetiche: è efficace per contrastare i danni causati dalle onde elettromagnetiche emesse dai moderni apparecchi elettronici senza fili : wifi, computer, cellulari, cordless, ecc…

Sono state effettuate degli esperimenti bioenergetici con una serie di pietre note per le loro proprietà di protezione e la shungite ha dimostrato pienamente la sua grande capacità di rafforzare il corpo energetico, riattivare la circolazione dell’energia vitale e riparare i danni causati dalle radiazioni negative.

A differenza della tormalina nera che si carica negativamente e rapidamente, la shungite non si carica mai negativamente, grazie alle sue particolari caratteristiche molecolari (fullereni). Portare una pietra di shungite in tasca o indossare un ciondolo è un modo eccellente per proteggersi attivamente durante le giornate di lavoro in ufficio o durante i viaggi : aereo, treno, auto.

La shungite, ha una caratteristica unica al mondo: è forse l’unica sostanza di cui non è possibile alterare la sua vibrazione naturale. Quindi proprio perché vibra in maniera originaria, il fatto di averla indosso tende a risuonare con le vibrazioni naturali dell’individuo rendendole nuovamente forti e forzando quindi la frequenza di malattia per riportarla in frequenza originaria, cioè quella di guarigione. 

Salute

Le ricerche bioenergetiche hanno testato con successo la shungite per diversi squilibri:

  • Per le persone sempre stanche
  • Per le giornate di intesa attività
  • Per rinforzare il sistema energetico dei malati e per attivare le loro capacità di guarigione
  • Per i periodi di convalescenza, per ritrovare le forze perdute
  • Per stimolare le difese immunitarie, rafforzare il corpo energetico in periodi di epidemie (compresa l’influenza) o cambiamenti di stagione.

 L’acqua di shungite

L’acqua di shungite non è solamente un’acqua curativa ma può essere utilizzata tutti i giorni per mantenersi in forma. Vadim Zeland nel suo libro TRANSURFING VIVO ha portato alla ribalta l’uso della shungite cristallina nell’uso del trattamento dell’acqua, così come ebbe modo di sperimentare lo Zar Pietro I più di 300 anni fa.

A fine del 1600 Pietro I, il più grande degli Zar ma anche pluri-ammalato e acciaccato, venne invitato dai medici di corte di lasciare San Pietroburgo per qualche settimana e di spostarsi 400 Km. più a nord, nell’area della città di Shunga, “perché lì la gente guarisce”. E così avvenne: dopo alcuni giorni di vacanza Pietro I si sentiva sempre meglio e fu così che promulgò un editto in cui, per rigenerarsi, obbligava tutti i soldati dell’impero a trascorrere 15 giorni all’anno di “vacanza” nel resort termale Acque Marziali che fece costruire al Lago Onega, nella contea di Shunga; inoltre, alla partenza, ogni soldato doveva tenersi nel proprio zaino una pietra di Shungite Èlite da immergere nell’acqua prima di berla affinché, in 30 minuti, l’acqua divenisse batteriologicamente pura in caso di necessità. Ad esempio, la concentrazione di microbi pericolosi di streptococco Enterococcus sembrerebbe diminuire durante questo periodo di 100 volte, mentre gli streptococchi causa di infezioni acute e croniche (scarlattina, mal di gola, impetigine, ectima, febbre reumatica, nefrite ecc.) di diverse centinaia di volte. Dopo 24 ore l’acqua trattata con Shungite (di tipo Èlite che è carbonosa al 98%) assume anche importanti proprietà energetico-vibrazionali.Fu proprio in estate, nella guerra contro gli svedesi, che l’Impero Russo vinse contro un esercito svedese che aveva problemi di dissenteria per aver bevuto l’acqua del fiume batteriologicamente impura.

Lo Zar Pietro il Grande ufficializzò l’uso di queste acque dicendo, tra l’altro: “… poiché queste acque curano varie malattie crudeli, in particolare lo scorbuto, depressione morbosa, biliari, debolezza di stomaco, vomito, diarrea, pietre, reni e hanno il grande potere contro altre malattie …” dal decreto di Pietro il Grande relativo all’apertura del centro termale “Marcial Waters” ad Olonets, 20 marzo 1719.

Piante e agricoltura

La shungite è utilizzata anche per l’agricoltura. Mischiata alla terra coltivata, diventa un concime minerale naturale, e aiuta a mantenere l’umidità del suolo e aumenta il contenuto di fosforo e calcio nella massa vegetale . L’utilizzo della shungite migliora la produttività e rinforza la resistenza delle coltivazioni a numerose malattie. Gli studi sugli effetti dell’utilizzo della shungite sul rendimento delle coltivazioni sono stati eseguiti da numerose fattorie del Kazakistan. Il mais , il cotone e la soia hanno avuto una crescita precoce dopo i trattamenti dei campi con la shungite, rispetto a quelli non trattati. Le piante di cotone hanno evidenziato un aumento del 30% della produttività di ogni singola pianta. Nelle piantagioni di soia si è verificata una diminuzione del 30-50% della quantità di pesticidi nel suolo e nei legumi. Per quanto riguarda il mais si è constatato un aumento del numero dei grani per pannocchia , dell’altezza media della pianta e del numero medio di pannocchie per pianta. E’ importante notare che la produzione aumenta del 20-40% in tutti i casi. Dei test con la polvere e con l’acqua di shungite sono attualmente in corso in Francia in collaborazione con una società di ricerca in vista dell’applicazione di procedimenti naturali per il trattamento di piante e coltivazioni.

Considerazioni finali

Passando molto tempo davanti al pc ho deciso di acquistare un ciondolo e una piramide da disporre sulla scrivania. Dopo una diecina di minuti che avevo la pietra addosso ho sentito una sensazione di rilassamento e giramento di testa, come se il corpo e il minerale stessero entrando in risonanza. Sicuramente da quando l’ho acquistata ho più energia fisica e mentale, ma non posso dire se è dovuto a questo o quest’altro fattore. Secondo alcune ricerche gli effetti della pietra sono evidenti dopo 14 giorni di uso.

FONTI:

http://www.dionidream.com/shungite-la-pietra-che-rinforza-e-protegge-dalle-radiazioni-elettromagnetiche/

http://www.breaknotizie.com/shungite-la-pietra-che-rinforza-e-protegge-dalle-radiazioni-elettromagnetiche/

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